Scuola Cattolica

IO POSSO

L’obiettivo del progetto, ispirato all’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, è quello di dare fiducia alle nuove generazioni: bambini e giovani diventeranno i protagonisti di un cambiamento radicale e si adopereranno in prima persona per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (ODS) entro il 2030, prendendosi cura della ‘casa comune’. Lavoreranno nelle aule delle scuole o nei centri educativi in modo critico, creativo e collaborativo, utilizzando la metodologia Design for Change (DFC).

Design for Change. È una metodologia nata in India per mano di Kiran Bir Sethi e presente in 66 Paesi nel mondo. Design for Change dà potere agli studenti affinché si impegnino concretamente per la trasformazione e il miglioramento delle persone e dei contesti in cui vivono. Qualsiasi progetto o storia di cambiamento si compone di quattro semplici fasi: sentire la necessità o i problemi; immaginare nuove soluzioni; agire e costruire il cambiamento; condividere la loro storia per contagiare e ispirare più persone possibili. L’obiettivo è quello di realizzare una catena mondiale di bambini e giovani e cambiare passo dopo passo il mondo.

DESIGN FOR CHANGE 

PROGRAMMA E OBIETTIVI

GUIDA DOCENTI

EVENTO INTERNAZIONALE "IO POSSO" - ROMA, 26-30 NOVEMBRE 2019

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EDUCARE AL CAMBIAMENTO

Negli ultimi tempi, soprattutto in ambito cattolico, si è avviata un’ampia riflessione sulle condizioni delle Scuole e dei Centri di formazione professionale (Cfp) definibili come cattolici o di ispirazione cristiana.
Recentemente il Consiglio nazionale della Scuola Cattolica ha pubblicato un documento dal titolo “Educare nel cambiamento” per promuovere e sostenere un’azione che confermi e rafforzi il ruolo della scuola cattolica nella società italiana alla luce dei cambiamenti in atto. Lo afferma Monsignor Crociata, segretario della CEI, nella prefazione del documento stesso. Sono cambiamenti di natura antropologica e sociale che interpellano la pedagogia, la didattica, le relazioni e mettono in crisi l’identità della scuola, se questa non si riprogetta continuamente.
La sfida è quotidiana perché nella scuola questi elementi si intrecciano e si devono “fare i conti con esigenze, generazioni e modelli educativi diversi da quelli cui si era abituati fino a un passato anche recente” dice Papa Francesco.
La scuola si interroga sulla qualità dell’offerta formativa, legge i cambiamenti e si confronta con le nuove sfide. Questo l’orizzonte del documento “Educare nel cambiamento” che si sviluppa intorno ad un concetto: pensare la scuola e l’educazione nel contesto attuale dove la scuola paritaria è una risorsa per la pluralità di proposte che la sua presenza permette di attivare, proponendosi come “stimolo nel sistema nazionale dell’istruzione”.
In una società caratterizzata dalla “cultura del frammento”, spiega Ernesto Diaco, direttore dell'Ufficio CEI per l’educazione, da una drammatica denatalità, dalla riduzione del personale religioso e dall’avanzare del laicismo, “essere una scuola cattolica – si legge nel testo – non può risolversi in alcuni aspetti aggiuntivi della vita scolastica, ma deve comparire negli stessi criteri di costruzione e conduzione del curricolo scolastico”. 

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 “SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME… IDENTITA' E LINGUAGGI DEGLI ALUNNI DEL XXI SECOLO”.

Questo il tema del congresso nazionale della Fidae (Federazione istituti attività educative)

in programma il 28-29 novembre a Roma.

Il 30 si terrà l’assemblea elettiva. 

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LA FIDAE

La FIDAE è una federazione di Scuole Cattoliche primarie e secondarie, dipendenti o riconosciute dalla Autorità ecclesiastica, promossa dalla “Congregazione per l’Educazione Cattolica, la scuola e l’università” del Vaticano e riconosciuta dalla “Commissione Episcopale Italiana”. È un ente con personalità giuridica (DPR del 18/05/1979) con sede in Roma, Via della Pigna 13/a. Rappresenta e difende gli interessi dei suoi soci in tutte le sedi ecclesiastiche e laiche, istituzionali e professionali, nazionali e internazionali.

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