La voce dell'associazione

Una nuova pubblicazione del CIOFS Scuola: In Ascolto della bellezza

A partire dal 7 GENNAIO 2022  si potrà acquistare in libreria oppure online la nuova pubblicazione del CIOFS Scuola  “In ascolto della bellezza” stampato dalla casa editrice Franco Angeli. È un testo pensato per provocare gli insegnanti a una rilettura del loro insegnamento e della loro pratica didattica, dando uno spessore di ascolto di sé e degli alunni che ci sono affidati.

PREFAZIONE della PRESIDENTE del CIOFS Scuola FMA, suor Marilisa Miotti: 

Accendere il desiderio per vedere le cose in modo nuovo, suscitare uno sguardo positivo sulla realtà quotidiana, sull’umanità intera, sulla storia, mettersi in ascolto del suono delle campane, della narrazione di una vita e della Parola è compito anche della scuola con tutto ciò che essa offre. Ogni occasione è un invito ad entrare in contatto con il mondo, aprirsi all’essere, che è bellezza e amore, se si accede alla forza creativa presente nell’intimo di ogni persona, traccia dell’amore di Dio.
Da queste considerazioni e da questa linea pedagogica, che ha le sue premesse nel manifesto delle Scuole FMA in Italia, è nata l’intenzione di raccogliere esperienze e riflessioni di insegnanti, di amici su ciò che suscita bellezza nel cuore e nella mente di ciascuno per metterci in ascolto della sua esistenza in tutto quello che si tocca, si vede, si ascolta.
Si avverte in ogni contesto, infatti, soprattutto oggi, il bisogno di recuperare il legame tra trascendente e sensibile, riscoprendo in ogni persona l’anelito profondo di felicità.
Nella storia del pensiero filosofico e teologico, a partire in particolare da Sant’Agostino, si è sviluppata una concezione della corporeità più positiva e coerente con la rivelazione cristiana.
Oggi è necessario riconsegnare la convinzione che il trascendente ha un suo intreccio con la storia e la sensibilità dell’essere umano.
Questa necessità è ben presentata e sviluppata nell’articolo «Riscoprire i sensi spirituali. Una sfida per l’educazione» di Linda Pocher, tema di riferimento per tutti gli articoli del libro.

«In ascolto della bellezza» è nato così, da questa esigenza di ridare alla scuola la dignità di essere il luogo in cui ci si interroga sulla possibilità di incontrare Dio attraverso la letteratura, l’arte, la matematica e il creato; di essere luogo in cui si può realizzare questo incontro, accompagnando gli alunni a comprendere e a sperimentare come l’essere umano, fatto di carne e ossa, intelligenza e visioni, possa entrare in comunione con il Creatore.

Il titolo «In ascolto della bellezza» si avvale di una figura retorica, una sinestesia che accompagna le domande e le risposte della mente e del corpo, dei sensi e del cuore, dell’intelligenza e della spiritualità che vanno ascoltate.
Il testo non è certamente un trattato sulla bellezza, e nemmeno esaustivo delle esperienze che propone. Vuole essere uno strumento per risvegliare l’attenzione sui nostri sensi spirituali che, se ben guidati soprattutto nel tempo della formazione scolastica, portano all’interiorità. Si consegnano alla bellezza, alla relazione, all’apprezzamento estetico e si aprono alla formazione della coscienza, al tendere verso qualcosa che sublima la dimensione creaturale in spiritualità.

Gli articoli sono frutto dell’esperienza speculativa e didattica. Alcuni autori sono persone molto note per i loro apporti filosofici, letterari, teologici e lavorano in ambito universitario e pastorale, altri sono docenti di scuole secondarie, altri ancora esperti in vari ambiti sempre a contatto con il mondo dei giovani. Le loro competenze sono variegate, così come i contributi, che toccano tanti aspetti del tema trattato. La bellezza è una domanda che nasce dal cuore e dalla mente, in cerca di risposte attraverso la realtà sensibile per soddisfare la profondità dell’essere: è questo il filo rosso che li accomuna, è questo il nuovo, è dentro qui che viene allenata l’educazione allo sguardo e all’ascolto interiore.

Il testo è costituito da una parte iniziale data da un’introduzione filosofico-antropologica del prof. Giovanni Grandi e dal testo fondante di Linda Pocher in cui, oltre ad un excursus storico filosofico, l’autrice presenta i sensi spirituali quali porte e finestre per entrare e osservare scoprendo i doni dello Spirito da incontrare per lasciarsi attirare dall’amore di Dio.
Seguono quattro aree, che raccolgono contributi complementari: talvolta di esperienze, altri di riflessione.

Area 1. In ascolto della parola in cui la narrazione dei miti e le espressioni della poesia o delle parabole mettono in risalto il dialogo, la costruzione della comunicazione, il valore della parola.

Area 2. Lo sguardo sull’arte di ieri e di oggi ci fa incontrare con il linguaggio dei colori e degli artisti antichi e contemporanei che non solo raccontano le loro esperienze, ma illustrano e interpretano brani della Bibbia trasformando le pareti delle basiliche in pagine da leggere.
E il mondo contemporaneo racconta la bellezza del movimento e del suono con il cinema e la musica, arti che coinvolgono tutto l’essere.

Area 3. Toccare il creato, che è dono da custodire con delicatezza, che ci parla del suo Creatore e che grida, oggi, l’urgenza di essere salvaguardato attraverso un’educazione integrale è un tema che si sviluppa attraverso considerazioni sul cielo stellato, sull’energia che la vita porta in sé da rispettare con stupore e grande meraviglia.

Area 4. Il gusto dell’incontro mette in evidenza l’esigenza profonda di ogni creatura, il suo anelito ad essere riconosciuta, il desiderio di essere amata. La bellezza dell’amore pervade tutta la nostra esistenza, la rende inquieta e si rasserena solo quando incontra uno sguardo accogliente da cui scaturisce il gusto dell’incontro.

A conclusione una lettura pedagogica sulla scuola come luogo di dialogo tra fede e cultura con una postfazione che rilegge tutti i temi in chiave salesiana, sull’indispensabile risveglio dei sensi spirituali, come cura di un atteggiamento ricettivo senza il quale nessuna bellezza può prendere dimora nella nostra anima. Don Bosco incoraggiando il teatro, la musica, le uscite in campagna, il gioco in cortile non ha fatto altro che coltivare il bello dell’incontro e dell’espressione in tutte le sue forme.

Ed infine un ringraziamento a tutti gli autori e a Francesca Venturelli FMA che, a nome del Direttivo CIOFS Scuola FMA, ha curato tutta la struttura del libro e l’iter di redazione.

 

7 impegni per il Patto Educativo Globale

"Papa Francesco nel videomessaggio del 15-10-2020 auspica una nuova stagione di impegno educativo che coinvolga tutte le componenti della società. Per questo invita le famiglie, le comunità, le scuole, le università, le istituzioni, le religioni, i governanti, gli uomini e le donne della cultura, della scienza, dello sport, gli artisti, gli operatori dei media, l’umanità intera a sottoscrivere un Patto Educativo impegnandosi personalmente a intraprendere questi sette percorsi:

1. METTERE AL CENTRO LA PERSONA
Mettere al centro di ogni processo educativo la persona, per far emergere la sua specificità e la sua capacità di essere in relazione con gli altri, contro la cultura dello scarto.

2. ASCOLTARE LE NUOVE GENERAZIONI
Ascoltare la voce dei bambini, ragazzi e giovani per costruire insieme un futuro di giustizia e di pace, una vita degna di ogni persona.

3. PROMUOVERE LA DONNA
Favorire la piena partecipazione delle bambine e delle ragazze all’istruzione.

4. RESPONSABILIZZARE LA FAMIGLIA
Vedere nella famiglia il primo e indispensabile soggetto educatore.

5. APRIRE ALL'ACCOGLIENZA
Educare e educarci all’accoglienza, aprendoci ai più vulnerabili ed emarginati.

6. RINNOVARE L'ECONOMIA E LA POLITICA
Studiare nuovi modi di intendere l’economia, la politica, la crescita e il progresso, al servizio dell’uomo e dell’intera famiglia umana nella prospettiva di un’ecologia integrale.

7. CUSTODIRE LA CASA COMUNE
Custodire e coltivare la nostra casa comune, proteggendo le sue risorse, adottando stili di vita più sobri e puntando alle energie rinnovabili e rispettose dell’ambiente".

Scarica il Vademecum

In Ascolto della bellezza

Uscirà presto la pubblicazione “In ascolto della bellezza” stampato dalla casa editrice Franco Angeli. È un testo pensato per provocare gli insegnanti a una rilettura del loro insegnamento e della loro pratica didattica, dando uno spessore di ascolto di sé e degli alunni che ci sono affidati.
È uno strumento pensato per gli insegnanti di ogni ordine e grado per provocare un più stretto dialogo tra fede e cultura, aiutando a far dialogare la dimensione spirituale con l’esperienza didattica e quotidiana.

STRALCI DI INVITO ALLA LETTURA


«In ascolto della bellezza» è nato così, da questa esigenza di ridare alla scuola la dignità di essere il luogo in cui ci si interroga sulla possibilità di incontrare Dio attraverso la letteratura, l’arte, la matematica e il creato; di essere luogo in cui si può realizzare questo incontro, accompagnando gli alunni a comprendere e a sperimentare come l’essere umano, fatto di carne e ossa, intelligenza e visioni, possa entrare in comunione con il Creatore. (Marilisa Miotti - dalla Premessa)

Le parole di papa Francesco sopra citate [Christus Vivit 223] sono più che sufficienti per rendere ragione della fatica fatta per comporre il testo «In ascolto della bellezza» e raccomandarne la lettura. Attraverso una bellezza maggiore il canto di Orfeo ammalia e conquista le sirene, spiazzandole nel loro stesso campo, quello del canto e della bellezza che attira, seduce e appassiona. La strategia – e anche la scommessa – del presente testo, che cerca di rendere sistematica la formidabile intuizione del successore di Pietro, ci invita non a lavorare in forma oppositiva rispetto alla cultura attuale, ma in ottica propositiva rispetto ad essa. È la forza e la debolezza della bellezza, che non ha nulla di costringente e negativo, ma si impegna positivamente a stupire la mente, aprire i sensi, incantare l’esistenza e rallegrare il cuore. (Rossano Sala - dalla Post- fazione)

Ecco allora il nostro problema, in cui si intrecciano costanti dell’umano e tratti culturali del tempo presente: come sostenere le persone nella stagione della loro crescita, sapendo che maturare comporta fatica, impegno e docilità (la disponibilità a lasciarsi istruire) e che d’altra parte la cultura diffusa – e non solo i singoli – non ritiene più che regole, disciplina e obblighi siano qualcosa che concorre alla “realizzazione della propria umanità”? […]
La lezione di Taylor non va allora colta come se stesse dicendo che nel contesto della cultura dell’autenticità non c’è più posto per insegnanti, maestri o educatori. Sta piuttosto dicendo che la formazione deve essere un processo di accompagnamento personalizzato e attento alle dinamiche dell’adesione di profondità. Fa dunque parte della formazione e delle “competenze” di insegnanti e educatori la capacità di suscitare persone capaci di muoversi a
proprio agio nella dimensione interiore, persone capaci di ascolto e di discernimento, capaci di osservare, di interrogarsi, di cogliere e scegliere autonomamente il bene, persone insomma capaci di sentire profondamente le esigenze della vita e degli altri. (Giovanni Grandi - dall’Introduzione)

Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, perché l’antica dottrina cristiana dei sensi spirituali, in quanto insegnamento che presuppone l’esperienza e che la suscita, può essere una grande opportunità di fronte alle sfide educative e
pastorali del tempo presente. È chiaro anche, però, che si tratta di una proposta impegnativa, che richiede dedizione, pazienza, passione. […] [Don Bosco ] conosceva inoltre la potenza dell’immaginazione e la necessità di un coinvolgimento integrale dei giovani nel processo educativo. Lo testimoniano le concrete iniziative educative messe in campo in Oratorio prima, nei convitti e nelle scuole poi. […] Che cosa aggiunge, dunque, la conoscenza della dottrina dei sensi spirituali ad una pratica consolidata ormai da tempo? Credo che possa aggiungere una maggiore consapevolezza del come e del perché queste proposte sono efficaci e che possa aiutare gli educatori ad assumerle con rinnovato slancio, adattarle alle esigenze del tempo e della cultura in cui viviamo e accompagnare i giovani e le giovani che vi sono coinvolti a farne tesoro per la propria vita. (Sr Linda Pocher – dall’intervento fondante: Riscoprire i sensi spirituali. Una sfida per l’educazione)

Entriamo dunque nella nostra classe di piccoli «immemori» eroi. Un primo momento si baserà sull'ascolto, e lo si potrà definire aurale, anche in omaggio a una terminologia che all’analisi della letteratura greca deve molto.
Raccontare, affabulare: qui sta la bravura. Dal lato del docente – e perché no, anche di qualche alunno particolarmente intraprendente – il mito potrà valere come educazione alla performance attiva, aiutando cioè ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé, oltre che delle potenzialità insite nel modo di raccontare agli altri una storia. […] Dal momento che si insiste molto sull'importanza del teatro come espediente per sondare l'emotività di grandi e piccini, quale modo migliore di farlo che organizzando delle messinscene «mitiche»? L'aula semibuia sarà un antro dentro cui inoltrarsi in compagnia di Ulisse per sorprendere il Ciclope intento a cibarsi. Un intrico di banchi
configurerà il labirinto in cui Teseo trionfò sul Minotauro e da cui Dedalo si alzò in volo grazie alle ali da lui fabbricate. (Matteo Marroni – da un intervento della prima area: In ascolto della parola)


Sarà Goethe a mettere in dubbio la visione di Newton: egli ritiene che i colori siano un’esperienza emotiva profondamente legata all’occhio e all’anima dell’uomo che li osserva. Dunque, secondo il poeta romantico, il colore
non può essere spiegato solo in modo meccanico e oggettivo ma occorre necessariamente studiarlo tenendo in considerazione i sensi e le emozioni. […]
Il pittore russo Vasilij Kandinskij, considerato il padre dell’astrattismo, ha lavorato sul colore per tutta la vita. Per l’artista ogni colore ha un odore, un sapore, un suono, vibra dentro di noi, ci tocca l’anima e ci fa emozionare.
Proprio a partire da queste considerazioni l’artista lo descrive sulla base delle sensazioni e delle emozioni che suscita sullo spettatore, quasi come fosse uno strumento musicale che crea una melodia che tocca in profondità chi l’ascolta. Ne «Lo spirituale nell’arte» attribuisce un significato ad ogni colore, associando a questo uno strumento musicale. […] Si procede presentando brani musicali suonati con strumenti diversi e, dopo qualche istante di puro ascolto, si chiederà ai partecipanti di dare forma, attraverso il colore, alla musica. Saranno liberi di creare, seguendo il loro istinto e gli stimoli derivati dall’ascolto dei suoni. (Simona Castelli da un articolo della seconda area: Lo sguardo sull’arte di ieri e di oggi)

Contemplare il cielo, specie quello notturno, ha condotto gli uomini a un «senso spirituale» della vita, in qualche modo a prendere consapevolezza di un oltre sé che circonda, precede e supera. Il cielo è da sempre questo
simbolo dell’oltre che fa sentire al centro l’uomo, ma gli ricorda anche la sua caducità in confronto all’eternità e l’ordine di cui è visibilmente portatore. Questo profondo «fascino», che il cielo trasuda specie la notte, ha fatto
nascere, in ogni latitudine ed epoca, una grande quantità di miti e di riti. […] Le prime stelle compaiono nell’universo 200-500 milioni di anni dopo il big bang. In questo periodo di tempo l’universo ha conosciuto varie transizioni che he hanno cambiato la connotazione: da un universo di energia a un universo dominato dalla materia (apparentemente!). L’universo «raffreddandosi» ed espandendosi si è via via organizzato prima in «proto stelle» (stelle molto più massicce delle attuali) e poi con la formazione delle prime galassie. Qui, almeno in uno di questi agglomerati di stelle, è nata la vita (come noi la conosciamo), con tutti gli elementi chimici necessari a sostenerla, fabbricati proprio all’interno delle stelle. […] La precarietà dell’universo è simbolo della precarietà della nostra vita che non è custodita principalmente da noi stessi ma da un Altro che l’ha iniziata e la porta a compimento. In questa precarietà troviamo, in realtà, la nostra più originale qualità: quella di essere delle creature amate, senza alcun merito, senza altre finalità se non quella dell’amore. In questa nostra apparente insignificanza troviamo la cura di un Dio che ci ha preparato e offerto un giardino da coltivare e custodire e nel quale è possibile passeggiare con Lui e condividerne l’amicizia. La gloria di Dio non sta semplicemente nella bella creazione ma nel fare della più piccola cosa un gioiello irripetibile da rispettare e amare: questo è l’uomo! (Luca Corona – da un intervento della terza area: Toccare il creato)

L’Amore è un’esperienza di bellezza, è un anelito che pervade tutta l’esistenza. Abita ogni interstizio della nostra storia. Siamo fatti per amare e per essere amati. Quando questo manca la vita vorrebbe abdicare al suo ruolo
e fuggire. È magnifico l’amore anche in quei momenti in cui il dolore sembra essere l’unico suo volto. È lancinante l’abbandono, la perdita, la delusione, il tradimento, lo sfruttamento. È esaltante, invece, l’abbraccio, lo sguardo di
cura, la carezza della misericordia, l’essere attesi e cercati. Il possesso è il deserto in cui l’amore muore. La libertà il grembo che lo genera continuamente. Amare è un’arte che richiede cura, custodia, dedizione. È un dipinto che
rimanda a qualcosa di eterno. Qui solo qualche pennellata, alcuni squarci nella speranza di rinvigorire gli aneliti dell’amore che gemono in noi per poterne custodire e donare la bellezza. (Igino Biffi – da un intervento della quarta area: Il gusto dell’incontro)

Ogni persona partecipa alla bellezza universale e fa parte della stessa bellezza. All’insegnante è chiesto di diventare artigiano di bellezza, saper capacitare i propri studenti per poter abbracciare l’intra-scuola e l’extra-scuola in un unicocontesto di sviluppo umano. Il nostro percorso di accompagnamento degli studenti e delle loro famiglie si concluderà per tutti, universalmente, allo stesso modo: «alla fine ci incontreremo faccia a faccia con l’infinita bellezza di Dio (cfr. 1 Cor 13,12) e potremo leggere con gioiosa ammirazione il mistero dell’universo, che parteciperà insieme a noi della pienezza senza fine» (Laudato Sì 243). (Oscar Tiozzo Brasiola – da un intervento dell’ultima parte: Alcune riflessioni conclusive

EVENTI FIDAE 2021

"Il futuro della scuola inizia oggi, non domani! La scuola è oggi più che mai un luogo di evangelizzazione",  è lo slogan degli EVENTI FIDAE 2021. Il programma è ricco di iniziative dall'udienza Generale dal Santo Padre

Amati e Chiamati. Sussidi pastorale Scolastica FMA

Proposta pastorale MGS 2021-22
Amati e Chiamati. Renditi umile, forte e robusto  #Makethedream
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